La sfida dei “vinzaresos” sotto il segno di Mamojà

Venerdì l’associazione dei viticoltori di Mamoiada presenta il nuovo disciplinare. Una realtà dinamica che raccoglie 17 aziende grandi e piccole unite dal cannonau

MAMOIADA. Venerdi 21 giugno, alle ore 16, nella sala consiliare si svolge un incontro tra produttori e viticoltori (in sardo mamoiadino vinzaresos) di Mamojà con giornalisti della stampa regionale e nazionale. L’incontro ha lo scopo di presentare ufficialmente l’associazione ai mass media ed è rivolto ai giornalisti, regionali e nazionali, agli addetti ai lavori, alle associazioni del paese e ai produttori e vignaioli di Mamoiada. Durante la serata verrà anche presentato il disciplinare che dovrà osservare ciascun produttore aderente all’associazione.

La tavola rotonda vedrà la partecipazione di importanti critici e firme del mondo del vino come Dario Cappelloni e Maurizio Valeriani; Fabrizio Ragnedda, viticoltore di eccellenza della Gallura; Francesco Sedilesu, viticoltore locale e iniziatore dell’associazione Mamojà; Francesco Cadinu, presidente dell’associazione Mamojà. Tra gli invitati speciali, parteciperanno Mauro Ladu, noto chef sardo, mamoiadino doc; Luciano Barone, sindaco di Mamoiada. Ultima non certo per importanza Gabriella Murgia, assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna.

L’associazione Mamojà, nata nel 2015 per iniziativa dei produttori e viticoltori di Mamoiada, attualmente conta di 70 soci (oggi aderiscono 17 cantine). Obbiettivo comune è valorizzare attraverso il vino il territorio di Mamoiada impegnandosi a orientare e garantire al consumatore la tipicità e la genuinità dei vini del territorio. Mamojà è anche come un modello socio-economico-vitivinicolo esclusivo in Sardegna, regolato da un disciplinare interno condiviso dai soci.

Il sodalizio si pone anche come coordinatore di un processo di sviluppo territoriale e intende sviluppare un ambizioso progetto di export, promuovendo un piano di marketing sostenibile che conserva uno sguardo attento alla tradizione, incentiva una filosofia produttiva precisa che tutela il territorio e il consumatore, e preserva attraverso norme etiche condivise anche gli aspetti sociali e culturali. Tra i prossimi obiettivi dell’associazione la creazione di un marchio territoriale che serva per garantire al consumatore la tipicità e la genuinità dei vini di Mamojà.

A Mamoiada, un paese di 2500 abitanti, la tradizione vitivinicola è particolarmente radicata. I vigneti secolari e i più giovani delineano le colline che circondano il paese. A sostenere questa tradizione le 200 cantine familiari che producono vino per autoconsumo, e le 20 che imbottigliano regolarmente, per un totale di 250mila bottiglie l’anno. Un realtà in continuo mutamento visto il successo del “brand” Mamoiada. (p.me.)

Fonte: La Nuova Sardegna